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La
chiesa è aperta al pubblico tutte le domeniche da aprile
a ottobre dalle ore 15,00 alle ore 19,00 con visite guidate gratuite.
Per tutti gli altri giorni e per informazioni:
Associazione
Culturale S.Fiorenzo O.N.L.U.S.
tel. 0174.60125 - 338/4395585
H.page:
www.sanfiorenzo.org
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La
Chiesa di San Fiorenzo
Le piccole cappelle, disseminate un po' dovunque nelle campagne e colline
del
Monregalese, ci trasportano con le loro penembre variopinte nel mondo
ingenuo e spontaneo, esuberante di fede, che circonda in fiabesca visione
l'animo dell'umile frescante. Esse presentano quasi tutte un'architettura
molto semplice, consistente in una specie di portico aperto nella parte
anteriore, dal quale per un arco a sesto acuto, ma più spesso
romanico, si entra in un locale quadrangolare, dal pavimento quasi sempre
sopraelevato di uno o due gradini. Sulla parete di fondo rispetto all'entrata
trovasi l'altare, sotto la crociera della volta, normalmente ogivale,
ma anche a botte, dove nel centro campeggia la figura del Cristo Pantocratore
seduto sull'arcobaleno entro la mandorla iridiscente. Costruite anticamente
per riparo dai temporali o per deposito degli attrezzi e solo in seguito
abbellite e ampliate, furono adibite ad uso religioso, e servirono da
ricovero ai pellegrini, che lasciarono tracce della loro devota pietà
grafite sulle pareti. Sui muri interni ed anche esterni di queste cappelle,
i frescanti del 1400 tradussero in colore la fervida e devota preghiera
degli umili e dei potenti: invocazione di aiuto nei flagelli della peste
e della guerra, ringraziamento e voto di religioso omaggio nel tempo
di pace. Arte popolare, rude a volte e spoglia di orpelli, ma densa
di spirito religioso e mistico rapimento. Arte alpestre che si caratterizza
per un gusto pronunciato per i lunghi sviluppi pittorici e le storie
ad episodi multipli. Queste pitture in fresco, dai muri corrosi e guasti
dall'umidità, pur nei loro colorì sbiaditi brillano di
una luce inferiore che parla al nostro cuore e ci riporta vicini alla
gente che in quel tempo le ammirava con devota commozione. I soggetti
rappresentati più che per diletto, servivano per istruire, ammaestrare
e confortare il popolo. Tutto doveva parlare al cuore e alla mente di
chi guardava e perciò, ove la pittura non arrivava, si supplì
con simboli facili ed evidenti, e se ciò ancora non era sufficiente,
si ricorse alla parola, tolta dalla Bibbia e scritta dove sembrava più
opportuno. Vera e propria " Sacra Rappresentazione» che congiunge
nei dialoghi le figure del Padre, del Cristo, della Vergine e dei Santi.
A questi concetti che rientrano nei canoni stilistici di tutta l'Arte
delle Alpi Marittime del secolo XV s'ispira l'arte gotica, o tardo gotica
che ritroviamo nel ciclo di pitture murali di questa Chiesa. Gli affreschi
ricoprono una superficie di mq. 326. Le pitture portano la data: 24
giugno 1472. La Chiesa ora è disposta in maniera differente dalla
piccola Cappella primitiva, che aveva l'entrata verso la strada che
costeggia il fiume Tanaro. Gli affreschi della parete esterna, con la
grande immagine di San Cristoforo, indicano certamente l'entrata all'antica
Cappella costruita sul bordo della strada frequentata da pellegrini
e da viaggiatori.
La cappella primitiva corrisponde all'attuale presbiterio, mentre la
navata si sviluppa perpendicolarmente. Le tracce di affreschi che affiorano
a destra, sotto gli affreschi del sec. XV, indicano la loro antichità
(1300 circa).
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