La storia in pillole

Il Mito di Dioniso
2000

DIONISO

Dio greco del vino e detestasi, il cui culto prometteva la salvezza individuale. Fu identificato con Bacco, dio romano del vino. Dioniso era abitualmente accompagnato da spiriti dei boschi, i sileni, uomini pelosi con orecchie di cavallo, molto saggi ma anche molto ebbri, e i satiri, per metà uomini e per metà capri o cavalli che all'ebbrezza univano la lussuria. Il fatto che questi turbolenti seguaci proteggessero la fecondità fa pensare che un tempo Dioniso fosse stato, come DEMETRA, una divinità della vegetazione e dell'agricoltura. I suoi adepti umani erano donne designate col nome di menadi (furiose).
Secondo una tradizione, Dioniso fu concepito nella città di Tebe. Sua madre Semele, figlia di CADMO, fondatore della città, fu amata da ZEUS che aveva assunto l'aspetto di un mortale. Ma quando la dea ERA seppe che Semele era incinta, decise di vendicarsi della principessa e di Zeus, il suo incostante sposo: assunte le fattezze della vecchia nutrice di Semele, Era rifiutò di credere che Zeus fosse il padre, a meno che la principessa non avesse persuaso il dio ad apparirle nel suo vero aspetto. Così Semele costrinse Zeus a concederle il privilegio di vederlo in tutta la sua gloria e lo splendore del dio ridusse Semele in polvere. Tuttavia Zeus salvò Dioniso dal grembo della madre, custodendolo per molti mesi all'interno della sua coscia finché non fu pronto a entrare nel mondo.
Secondo un'altra tradizione relativa alla nascita di Dioniso, egli sarebbe figlio di PERSEFONE, regina degli inferi. Sebbene Dioniso fosse una divinità popolare, una celebre leggenda narra che, quando Dioniso giunse a Tebe sotto l'aspetto di un bellissimo giovane, il rè Penteo rifiutò di riconoscere al dio il diritto di essere venerato e lo imprigionò perché eccitava le donne della città. Ma nulla potè il carcere contro Dioniso. Alla fine Penteo decise di indagare di persona sulla crescente frenesia delle donne, spiando i loro riti dall'alto di un albero; ma esse lo videro e, scambiandolo per un leone di montagna, squartarono l'infelice sovrano. Così Dioniso fu vendicato.
Esistono altri racconti di città greche che si inimicarono questo potente dio con tremende conseguenze. A quanto pare, la perdita delle inibizioni connessa al culto di Dioniso, e in particolare la sua attrattiva sulle donne, fu motivo di preoccupazione per le autorità del mondo antico. Nel 186 a.C. il Senato di Roma dovette promulgare leggi severe contro i riti orgiastici di quel dio di recente importazione, leggi che comportarono la condanna a morte di migliala di menadi.

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